Novità in libreria: “La leggenda degli Unici”, di Alessandro Ricci (Solferino)

Esce venerdì 24 novembre 2023 in tutte le librerie il nuovo romanzo di Alessandro Ricci, La leggenda degli Unici (Solferino editore), il primo episodio della saga I racconti di Elmoni. Un viaggio avvincente a cavallo tra due mondi, un’avventura imperdibile per tutti gli appassionati di Stranger Things e Dungeons & Dragons.

La prima presentazione del libro è prevista in concomitanza con l’uscita del romanzo, venerdì 24 novembre alle 18, a Castelnuovo di Garfagnana (Lucca), presso la Rocca ariostesca (via Vittorio Emanuele 8, sala Suffredini). La città natale di Alessandro Ricci è la prima tappa di un tour di presentazioni che prosegue domenica 26 novembre alle 16 a Lucca, presso la libreria Fuori Porta (via Dante Alighieri, 154), poi nei mesi di dicembre e gennaio.

Tutti i dettagli dei prossimi appuntamenti saranno annunciati sui profili Facebook e Instagram dell’autore.
Caliamoci intanto nelle atmosfere del romanzo con la lettura del prologo e conosciamo il nemico, astuto e temibile: saranno pronti i mitici eroi delle leggende elmoniane allo scontro? 

Prologo
«Credi che sia solo un gioco, non è vero?»
Il fiato caldo che arrivava da sotto il cappuccio aveva un vago sentore di anice. Aishan avrebbe voluto rispondere, ma la stretta alla gola gli permetteva a malapena di respirare. Nonostante la paura, una reazione normale quando si viene aggrediti nel mezzo della notte, era sicuro che non sarebbe morto quel giorno: erano ben altri i suoi progetti, e non prevedevano di morire nella cella più squallida delle prigioni di Fay.
«Rispondi, studente. Pensi sia solo un maledetto gioco?»
Aishan riuscì solo a mugugnare e a scuotere la testa. La morsa che gli impediva di parlare allentò la presa, la figura incappucciata indietreggiò e sollevò la mano. A quel segnale, il Cantore nascosto nell’oscurità terminò la sua nenia. La pressione sulla gola svanì di colpo e Aishan cadde ansimante sulle ginocchia.
«Sono bravo a riconoscere le persone» continuò, «e tu mi sembri una persona intelligente. Non riesco a credere che qualcuno dotato di un minimo di intelletto pensi di poterci fregare.»
«Non l’ho mai pensato, mio signore.»
Dal buio del cappuccio esplose una risata sincera. Il Cantore nell’angolo rimase immobile come l’ombra di una statua.
«Quindi devo pensare che hai cercato di trafugare un Centro in buona fede?»
«Non lo stavo trafugando, ma nascondendo per noi. Non conosco il potere di quell’oggetto.»
«Perché lo hai rubato? Non mentire, se hai cara la vita.»
Aishan ci teneva molto a vivere, ma non poteva permettersi di dire la verità.
«Lo confesso… ho sentito alcune voci sui progetti del Coro. Ho indagato da solo contravvenendo alle regole, merito di essere punito per questo, ma il mio intento era solo di mettermi in buona luce… Desidero diventare apprendista» disse con un filo di voce, tremolante di paura nel tentativo di sembrare innocuo. Il fatto che fosse davvero spaventato rendeva la recitazione molto più che convincente.
«Il Coro non punisce l’ambizione, ma l’ambizione, da sola, non è sufficiente.»
«Dammi un compito, mio signore. Non chiedo altro che dimostrare le mie capacità.»
«Alcune voci parlano della presenza di un Centro nello Whiffland. Spero che tu non soffra il freddo, perché domattina partirai per Ordok.» Così dicendo gli lanciò la pietra. Aishan la prese al volo. Era abbastanza piccola da poter essere tenuta in mano e riluceva di un caldo alone arancione.
«Tienilo, ti sarà d’aiuto a trovare l’altro.»
Aishan chinò il capo con umiltà e gratitudine. Il bordo del mantello nero gli sfiorò la guancia mentre i suoi ospiti uscivano dalla cella. Li seguì attraverso i corridoi umidi, cercando di non gridare ogni volta che il filo invisibile di una ragnatela gli solleticava la pelle scoperta. Le carceri erano insolitamente calme, anche per quell’ora della notte; sembrava possibile percepire la muffa divorare le antiche pareti percorse dagli insetti che si rifugiavano nei loro sordidi nidi.
Nessuno tra prigionieri e guardie era sopravvissuto alla notte. Gli occhi sbarrati sui volti terrorizzati dei cadaveri sembravano volerlo ammonire: non si scherza col Coro, non è un gioco. Eppure, non solo quei fessi vestiti di nero gli avevano creduto, ma gli avevano addirittura assegnato un compito che lo avrebbe portato più vicino al suo obiettivo.
«Qui le nostre strade si separano» disse la sagoma ammantata una volta all’esterno, dove le uniche luci erano le falci delle tre lune nel cielo notturno. «Mi aspetto presto buone notizie. Contattami appena il Centro è nelle tue mani stavolta. Inutile che ti ricordi quanto ci teniamo alla discrezione.»
«Ma certo, mio signore, non lascerò  la minima traccia.»
L’aria era fresca e sapeva di libertà e vittoria. Aishan la inspirò profondamente. Che i seguaci del Coro pensassero quello che volevano, con i lori inni idioti e le trame oscure: quello era un gioco, il suo gioco, ed era appena iniziato.
«Che il Canto risuoni potente» aggiunse mascherando l’impazienza di allontanarsi indisturbato.
«Che tutti lo odano» rispose l’uomo compiaciuto.
Aishan dovette costringersi a non ridere: quei fulmina- ti del Coro si scioglievano come ghiaccio davanti al camino per le idiozie rituali. A qualunque livello della scala gerarchica fossero.
Mentre si allontanava, l’uomo lo bloccò. «Un’ultima cosa, studente.»
«Sì, mio signore?»
«Fa’ attenzione: si mormora che i difensori di Elmoni siano stati convocati.»

La leggenda degli unici, di Alessandro Ricci
400 pagine
Genere: Fantasy
Prezzo di copertina: 17,50 euro
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