Alessandro Ricci, missione scrittore

L’anima di un’agenzia letteraria sono gli autori e le autrici che rappresenta.
Non abbiamo dubbi noi di NILA, e per questo abbiamo pensato di dedicare a ciascuno/a di loro uno spazio personale: interviste, approfondimenti, anticipazioni e, perché no, illustrazioni, che verranno pubblicati qui e condivisi sui canali social dell’agenzia.
Iniziamo il viaggio con Alessandro Ricci, autore talentoso di storie per ragazzi che spaziano dal fantasy al gotico.

Alessandro nasce in Toscana, in provincia di Lucca, e dalla sua terra natale immaginifica ha ereditato quasi una missione: raccontare storie. Importanti novità editoriali aspettano l’autore alla fine del mese di ottobre, ma prima di svelare quali trame ci faranno volare sulle ali della fantasia, scopriamo qualcosa di lui come scrittore.  

Alessandro, quando hai capito che la scrittura poteva diventare protagonista nella tua vita?
In realtà ancora stento a credere che sia così. Sono sempre stato una amante delle storie, fin da piccolo ho amato leggerle e anche inventarne di nuove. Ho iniziato a scriverle nel 2018, per cercare di dargli una forma più definitiva che non fosse solo nella mia fantasia, il resto è venuto tutto in maniera così veloce che ancora ne sono stupito. Pubblicazioni, concorsi, esercitazioni, e un pizzico di fortuna nel trovare le persone giuste che mi hanno dato una mano.

Quali sono stati gli autori sui quali ti sei formato?
Un ruolo importantissimo va a tutti i grandi autori che mi hanno fatto compagnia fin da piccolo, sicuramente Roald Dahl per la fervida immaginazione e la capacità di divertire e spaventare i lettori, per me è un faro; poi Jack London, Stevenson, Verne. Ho avuto dei compagni d’infanzia fantastici!

Quali sono stati i titoli che hanno segnato  i tuoi esordi letterari?
Direi il racconto Il corpo, “Le streghe“, L’isola del tesoro e Zanna Bianca.  È una lista parziale che fa torto a molti testi che ho amato, ma di primo acchito direi questi.

Poi è arrivato il prestigioso Premio Andersen – Baia delle Favole e la finale del Concorso Salani, una grande emozione?
Ricordo bene il momento in cui una mia amica mi ha telefonato dicendomi che il mio testo era tra i finalisti al concorso “Scrittori si diventa” indetto dal Salani, ero incredulo. E non dico per dire. La prima cosa che ho pensato è stato a un caso di omonimia, quando poi ho realizzato che ero proprio io, dopo aver importunato la redazione della casa editrice, è stata una gioia immensa, anche perché questo risultato ha segnato un netto cambiamento nella mia carriera. È stato uno spartiacque. La selezione della mia favola al “Premio Andersen – Baia delle favole” è stato un altro momento memorabile, partecipare alla premiazione e vedere il mio lavoro premiato in mezzo a tanti validi autori, ho iniziato a pensare che forse non erano così malaccio le cose che scrivevo. 

I tuoi prossimi progetti?
A fine ottobre sarò in libreria con un romanzo, pubblicato da una casa editrice importante. Presto condivideremo tutti i dettagli, non vedo l’ora! Si tratta di un banco di prova emozionante. Se sposto lo sguardo più avanti, progetti futuri ne ho un sacco, ho sempre tante idee che mi colpiscono e siccome i nuovi progetti sono sempre più affascinanti, cerco di disciplinarli e metterli in fila. L’ispirazione la trovo soprattutto nelle cose che amo; mi affascina da sempre il mondo dei giochi di ruolo e da tavolo specialmente a tema fantasy e l’idea di interpretare personaggi così diversi da noi, ma che in realtà sono così simili a come vorremmo essere, non possono mancare i gruppi di ragazzi, che è un concetto a me molto caro, magari impegnati in una missione in un mondo parallelo, come in una delle mie serie preferite: Stranger Things.